Comunicato Stampa: il furetto è domestico, lo dice la legge e la storia.


BESNATE (Varese). Febbraio 2017. Il furetto è un animale domestico.

Ogni tanto anche autorevoli esponenti di enti preposti alla tutela animalista ignorano un aspetto che in Italia è ormai fortemente normato.  Ma questo ci consente di ribadire un punto molto importante della tutela di questo animale, ossia la sua domesticità. 

Partiamo dalle basi. Il furetto è un incrocio ottenuto dalla puzzola ed è stato reso domestico circa 3.000 anni fa. Insomma il mustelide casalingo è più antico dell'Impero romano. Si calcola, infatti, che almeno 4 secoli prima della nascita di Cristo abbiano perso i suoi istinti selvatici e l'abilità di sopravvivere in natura.

E' un grosso errore assimilarli alla categoria di animali selvatici, perché significa ammetterne l'implicita presenza e possibile sopravvivenza in natura:  i furetti (mustela putorius furo) sono solo ed esclusivamente  animali da compagnia.

Se un furetto scappa dalla sicurezza della propria casa, potrà sopravvivere qualche giorno , ma molto più facilmente morirà di disidratazione, fame, o  ucciso da auto, cani o rapaci.

Per uscire definitivamente dal campo delle opinioni, può essere utile gettare lo sguardo al campo delle disposizioni ufficiali. 

Nel 2003 l'Infs (Istituto Nazionale Fauna Selvatica che oggi si chiama Ispra) dichiara nel protocollo 002606 del 28 marzo che “il furetto (Mustelia putorius furo) è un animale domestico ottenuto per selezione artificiale dalla puzzola e non può essere considerato specie selvatica né presenta popolazioni selvatiche naturalizzate nel territorio nazionale”. Si tratta di una risposta ufficiale ad uno specifico quesito presentato dal dottor Claudio Peccati, allora presidente della Sivae (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici).

Proprio la sua esclusione dagli animali selvatici ne determina lo storno dall'elenco oggetto della Legge numero 157 dell' 11 febbraio 1992 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio). 

Nell'ottobre 2004, inoltre, l'Unione Europea cita proprio il furetto tra gli animali domestici obbligati a detenere il passaporto europeo per la circolazione tra gli Stati (quello di cane e gatto, per intenderci).

Ministeri italiani e organismi europei, insomma, hanno indicazioni legislative precise ed univoche riprese da moltissimi regolamenti delle municipalità italiane. Tutti i codici amministrativi, dunque, hanno trovato una linea comune. 

La giurisprudenza, considera l'abbandono di un furetto alla stregua di un maltrattamento perché non sarebbe in grado di sopravvivere per molti giorni. Nel difficile caso sopravvivesse ci sarebbe anche un pericolo per l'ecosistema perché il furetto tende ad alterarlo nel caso (molto remoto) desse origine ad una colonia oltre ad essere interfecondo con altri mustelidi come la puzzola europea.

Il punto focale della discussione, dunque, è proprio questo. Se si considera il furetto un animale selvatico, infatti, è probabile che venga lasciato per strada in caso di incontro fortuito. Senza avvertire nessuno né allarmarsi. Una condanna a morte. 

 

Alan Conti

Ufficio Stampa Furettomania ONLUS

 

A seguire alcuni link su leggi e cenni storici di riferimento alla domesticità del furetto:

 

MINISTERO DELLA SALUTE 

TUTELA GIURIDICA DEGLI ANIMALI DI AFFEZIONE

 

MINISTERO DELLA SALUTE - ANAGRAFE ANIMALI D'AFFEZIONE 

L'Anagrafe degli Animali d’Affezione è il registro nazionale dei cani, gatti e furetti identificati con microchip in Italia.

 

MINISTERO DELLA SALUTE 

In viaggio con cani, gatti e furetti

 

UNIONE EUROPEA

Il passaporto degli animali da compagnia cani, gatti e furetti

  

REGIONE LOMBARDIA

La scheda del furetto, definito domestico e non selvatico.

 

REGIONE LOMBARDIA

Gli animali d’affezione più amati dagli italiani sono il cane (55,6%), il gatto (49,7%) e i furetti. 

 

FURETTOMANIA INFORMA 

- Domesticazione del furetto come riportata in letteratura scientifica

- La storia del furetto